Olio di Colza

 

 

 

 

Il mito dell'olio di Colza

16/4/05: dopo le critiche e le imprecisioni segnalate dal NG it.discussioni.auto abbiamo messo questa pagina in aggiornamento... contiamo di mettere online una nuova versione per la serata di martedì 19 o la tarda mattina del 20..

Il caso dell'olio di colza è scoppiato nel marzo 2005, dopo che RAI 3 mandò in onda un servizio in cui indagava su un curioso fatto che aveva esaurito le scorte del suddetto olio negli scaffali dei supermercati del nord est italico.

Il notiziario affermava infatti che nei comunissimi motori diesel potesse essere messo dell'olio vegetale come quello di colza e bruciato come combustibile al posto del gasolio senza nessun effetto collaterale.

E' chiaro che questa notizia destò notevole interesse, infatti il suddetto olio, comprato all'ingrosso si può arrivare a pagarlo circa 65 centesimi di euro al litro. il gasolio invece ad oggi costa circa 1.18€/L. Credo che messo così sia chiaro a tutti il perchè nel nord Italia le scorte di quest'olio fossero esaurite.

Clicca per scaricare lo speciale di Rai3 (68 Mb formato RAR)

Come in un domino la notizia cominciò a diffondersi e in un paio di giorni tutti cominciarono a parlare di quest'olio fino ad allora praticamente sconosciuto; nei vari forum della rete, usati come mezzo di comuicazione e di informazione, "scoppiarono" migliaia, forse milioni di discussioni inerenti; tutti volevano saperne di più, tutti volevano dire la loro, tutti volevano l'olio di colza.

 

 

Ma cosa è l'olio di colza?

 

Si ricava dai semi di Brassica napus oleifera e di Brassica campestris, della famiglia delle crucifere. L'olio che si ottiene contiene una notevole quantità di acido erucico, una sostanza che viene metabolizzata con difficoltà dal nostro organismo umano e che si accumula nei grassi del muscolo cardiaco, causando alterazioni.
La legge impone che nell'olio di semi vari e nelle margarine non sia presente una quantità maggiore al 5% di acido erucico. Dato che l'acido erucico è di fatto un veleno per il nostro organismo, perché consentirne l'uso anche solo di una piccola percentuale? La risposta è di carattere economico: l'olio di colza costa poco (circa 65 cent al litro) e il suo uso è molto diffuso negli olii e grassi utilizzati dalle industrie alimentari.
Questo tipo di olio, opportunamente trattato in maniera industriale permette di ottenere il BioDiesel. Ma non è questo che ha fatto scalpore, infatti la parte interessante di tutta la faccenda è che l'olio di colza reperibile in molti supermercati sarebbe stato spacciato come compatibile al 100% con il classico gasolio, ovvero c'è chi afferma che potreste fare il pieno di olio invece che di carburante tradizionale.

 

 

Come è possibile che un motore diesel possa andare ad olio??

 

Tutti i motori diesel girano senza alcun problema con oli alimentari... e genericamente con qualsiasi cosa che sia combustibile e iniettabile .... che si tratti di olio alimentare crudo o esausto.. grasso di balena... strutto.. brillantina.. poco conta. Da qui a dire che funziona perfettamente ce ne passa. Il fatto che un motore a gasolio sia in grado di bruciare olio di colza, non fa di quest’ultimo un combustibile adatto all’autotrazione. Altrimenti, per assurdo, potremmo anche fare il pieno di olio girasole, olio di semi vari e addirittura olio di scarto da frittura. La colza non è un carburante utilizzabile senza precauzioni e qualcuno se ne è accorto sulla propria pelle. Quest'olio infatti, brucia, è vero, ma è anche tanto, troppo viscoso. Se infilato nel serbatoio di qualche vecchia Mercedes 300d degli anni Settanta non crea problemi, ma nel motore di qualche nuova CDI ne mette fuori uso l’alimentazione in breve tempo. C’è chi giura di riuscire a camminarci e di non avere complicazioni (“solo una puzza di fritto allo scarico”), ma, dando per scontata la veridicità delle dichiarazioni, è meglio che non dorma sugli allori...

una curiosità:

Un'altra lancia a favore dell'olio di colza è stata spezzata alla fine della gara automobilistica le "4 ore di vallelunga" nella quale la Volkswagen Bora Diesel alimentata ad olio di colza ha vinto tranquillamente con 8 giri di distacco sulla seconda arrivata. Per contro c'è da dire che quella era una gara, quindi se poi il motore aveva patito anche in modo solo lieve a nessuno sarebbe fregato niente.

 

 

La differenza tra olio di colza e BioDiesel, i danni che può provocare l'olio vegetale al motore ed i vantaggi dei biocarburanti

 

Differenze: C'è un pò di confusione tra Biodiesel e Olio di colza infatti, mentre l'olio di colza è un olio vegetale, ottenuto mediante la spremitura dei semi di colza e utilizzato per friggere le patatine il Biodiesel è un combustibile VERO, ottenuto da un processo di raffinazione. L'olio di colza infatti ha una viscosità diverse volte maggiore di quella del gasolio, inoltre può lascare residui nel motore della nostra vettura. Nel biodiesel, invece, l'olio vegetale fa le veci del petrolio e vien fatto reagire con metanolo in una reazione chimica chiamata transesterificazione. Questo processo peremette di ridurre la viscosità dell’olio vegetale a un decimo rispetto al prodotto grezzo avvicinandola, quindi, a quella tipica del gasolio e, non ultimo, fa aumentarne il numero di cetano di circa quindici grandezze, portando anche questo a livelli accettabili per la combustione in motori a ciclo diesel veloci.
Volendo essere un po' più precisi, però, i due combustibili differiscono per più di un particolare: il biodiesel è più viscoso del gasolio (circa 5 cSt contro 2,6), meno stabile all’ossidazione e ha punti di intorbidimento e scorrimento - determinano il comportamento del carburante al variare della temperatura ambientale - decisamente meno favorevoli.

Possibili danni: L’utilizzo del biodiesel per autotrazione puro è sconsigliato dalla maggior parte dei costruttori in assenza di modifiche meccaniche. Gli unici a consentirne l’utilizzo sono la Volkswagen, ma non per i motori importati in Italia, e la Iveco, limitatamente a miscele con massimo il 30% di biodiesel solo per propulsori non alimentati con sistema common-rail. Alla base ci sono motivazioni strutturali: il biodiesel, seppur ben digerito dai propulsori, intacca i polimeri costituenti i materiali utilizzati per tubazioni e guarnizioni, inoltre si possono otturare gli iniettori a causa della glicerina e paraffina contenutivi con evidenti danni all’impianto di alimentazione. Allo stesso modo, se utilizzato su auto non predisposte potrebbero sorgere problemi di non poco conto alla pompa di iniezione, visto che già da qualche tempo le pompe sono lubrificate dal combustibile stesso e richiedono, quindi, che quest’ultimo abbia le medesime caratteristiche chimiche del gasolio, caratteristiche che il biodisel, come abbiamo visto, non possiede.
Sotto l’aspetto tecnico, infatti, va riconosciuto che il vero tallone d’Achille dei moderni turbodiesel, risiede proprio nell’impianto di alimentazione che lavora a pressioni elevatissime. È per questo che, ad esempio se una volta la presenza di umidità nel filtro era un fastidio che diventava pericoloso solo se trascurato, oggi si è trasformato in un autentico “incubo”.
Se poi, invece del biodiesel che abbiamo visto essere già sconsigliato, usiamo un olio vegetale ad uso alimentare e quindi non raffinato c'è l'ulteriore aggravante che quest'ultimo è molto più viscoso del gasolio.. possiamo quindi facilmente comprendere quanta fatica (in termini meccanici) in più debba sopportare la già delicata e costosa pompa di iniezione del nostro motore (cambiarne una su un moderno motore a gasolio può cpstare anche 1000 euro!). C'è da dire poi che il rischio di rottura di qualche parte meccanica utilizzando combustibili impropri si alza di pari passo con la complessità costruttiva del motore diesel; fin quando parliamo di common-rail o iniettore-pompa le cose potrebbero anche andare bene, ripeto potrebbero, ma arrivando al multijet le cose si complicano molto, essendo un motore più delicato da questo punto di vista, perchè costruttivamente più complicato.

C'è infine da considerare che intorno ai 5-6 gradi centigradi l'olio vegetale inizia a solidificarsi; (avete mai visto una bottiglia d'olio parzialmente congelato ? Provate ad immaginarvi in quel modo il vostro serbatoio..) fortunatamente c'è chi ha pensato anche a questo, così su alcuni forum della rete c'è chi afferma che con l'ausilio di un serbatorio riscaldato per l'olio di colza si ovvii al troblema della temperatura e (almeno in parte) a quello della viscosità (l'olio caldo è più licquido):

["..tutto questo è in parte ovviabile usando un secondo serbatoio riscaldato a 60-80 gradi collegato con un secondo circuito di alimentazione e una elettrovalvola a valle della pompa ad alta pressione capace di passare dal circuito normale a gasolio a quello ad olio alimentare riscaldato.... il sistema (non so se lo fa in automatico o meno) consente di avviare e spegnere SEMPRE a gasolio standard. Esistono diversi kit in commercio.... e sono pure piuttosto costosetti.... Sono dell'idea che allungado l'olio alimentare con un 20% di gasolio e riscaldandolo i problemi descritti sopra non dovrebbero essere così limitativi.... ad alte temperature l'olio alimentare diventa molto più fluido e non dovrebbe stressare in modo eccessivo la pompa e bruciando meglio dovrebbe evitare la formazione di depositi negli iniettori (specialmente se lo si allunga con gasolio) "]

Questa soluzione, anche se non proprio di immediato realizzo risolve almeno il problema della densità, migliorando anche la combustione (in funzione di una temeratura maggiore dell'olio); esistono aziende produttrici di questi dispositivi come http://www.diesel-therm.com/veggie-kit.htm o aziende che sviluppano motori e adattamenti specifici per olii vegetali come http://www.elsbett.com/engl/index.htm. (nel prossimo aggiornamento parleremo anche dei loro prodotti)

 

I vantaggi: Il vantaggio nell’utilizzo di biodiesel è esclusivamente ecologico in quanto la sua combustione emette pochi inquinanti nell'atmosfera, inoltre le emissioni di anidride carbonica, tra raffinazione e combustione, praticamente si annullano visto che viene immessa nell’atmosfera pressapoco la stessa quantità di CO2 sottratta dalle piante usate per la produzione, durante il loro ciclo vitale.
Non c’è dubbio che, come tutti i carburanti alternativi il biodiesel fatichi ad imporsi a causa del peso di determinate “lobby”, ma dobbiamo riconoscere che ipotizzando una produzione di massa su scala mondiale, ci vorrebbero enormi, gigantesche, superfici coltivate a colza o girasole; ammettiamo infatti che tutti siano disposti a spendere soldi per adattare la propria vettura al funzionamento ottimale con biodiesel (perchè come già detto senza modifiche si incorre nei problemi sopracitati) nel 1980 sono state estratte circa 3x10^9 tonnelate di petrolio e la produzione agricola di olio è di circa 100 galloni per acro, facendo due conti per coprire la richiesta che si verrebbe a creare nel uso di questa sostanza dovremmo coltivare quasi il 20% delle terre emerse.
Attualmente, il costo industriale del biodiesel, vista anche la ridottissima produzione, è circa il doppio di quello del gasolio, quindi, se fosse liberalizzato anche in italia, tra spese di produzione e l'accisa sui carburanti il costo globale sarebbe molto maggiore di quello del gasolio tradizionale; ne gioverebbe la nostra salute, indubbiamente, ma per renderlo competitivo lo Stato dovrebbe abbassare le tasse ed evidentemente questa è una manovra a cui non è ancora pronto. In alcuni Stati della UE il Biodiesel è commercializzato miscelato in minime quantità al gasolio tradizionale, cosa che nel nostro Paese avverrà entro il 2010.

 

In sintesi...

In sintesi possiamo dire che abbiamo dimostrato che l'olio di colza non può essere usato puro in motori che non siano di vecchie carrette (ed anche in questo caso avremmo qualche problema, se non subito a lungo termine); c'è poi chi dice che lo usa per metterlo nella caldaia e risparmiare ed in effetti questo potrebbe un impiego più appetibile; c'è chi dice che lo usa "senza problemi" mescolato al gasolio (con beneficio di risparmiare circa 5 euro ogni pieno, pur correndo sempre qualche riscio di usura precoce o rottura) poi chè chi consiglia di mettere un 5% di olio di girasole nel gasolio per pulire gli iniettori.. insomma, se ne dicono tante, troppe.. e nessuno da dati oggettivi.. resta il fatto che usare l'oliovegetale come combustibile è un reato perseguito e punito; In sostanza... ne vale la pena? Visti i possibili rischi, oggettivamente no. Ci conviene accettare l’aumento del prezzo del gasolio come un’implicazione della recente “dieselizzazione di massa”. E se proprio ci è difficile digerire tutto questo, meglio pensare a carburanti alternativi “seri”, collaudati e decisamente meno improvvisati: GPL e metano son li che ci aspettano, permettono di circolare anche con i blocchi del traffico e danno la possibilità di usufruire del bonus di 650 euro messi a disposizione dallo stato come contributo per convertire un motore benzina a metano o gpl..

 

Ingegnerando Team 2005 , aggiornato 19-04-05

si ringrazia Omniauto, il forum di Progettomeg e it.discussioni.auto